CILE E BOLIVIA

Santiago > Arica > Putre > Lago Chungara > Surire > Isluga > Colchane > Pisiga > Tahua > San Pedro De Quemez > Ojos De Perdiz > Hito Cajon > San Pedro De Atacama > Calama
Partenze a date fisse

1° GIORNO - ITALIA > SANTIAGO
Benvenuti a bordo.

2° GIORNO - SANTIAGO
(cena)
Le Ande regalano un abbraccio affettuoso a Santiago, con cime innevate, pennellate di rosso al tramonto. Nel pomeriggio visita della città: passeggiata per il centro con la Cattedrale, il Palazzo del Governo “La Moneda”, il quartiere Bohem di Bellavista, fino a raggiungere il Cerro San Cristobal, la montagna della città a quasi 900 metri di altezza, con un meraviglioso panorama.

3° GIORNO - SANTIAGO > ARICA > PUTRE
(pensione completa)
Arica è la città più settentrionale del Cile, a 19 chilometri dal Perù. E’ conosciuta come la città “dell’eterna primavera” per il clima gradevole. Lungo il percorso visita al museo di San Miquel de Azapa, dove sono esposte le mummie più antiche del mondo, e sosta per ammirare i geroglifici della Valle de Lluta, Pukar de Copaquilla in un paesaggio ricco di cactus. Proseguimento per Putre, a 3.500 metri di altezza, circondata da terrazzamenti incaici.

4° GIORNO - PUTRE > LAGO CHUNGARA > PUTRE
(pensione completa)
Si sale fino ai 4.400 metri del Parco Nazionale di Lauca, Riserva Mondiale della Biosfera, ricco di fauna e flora tipiche dell’altipiano andino: vigogne, lama, alpaca e, nelle piccole lagune, fenicotteri e numerose specie di uccelli andini. Proseguimento per Parinacota, dichiarato Monumento Nazionale, e per il lago Chungara, il più alto del mondo a 4.500 metri d’altezza, circondato dai vulcani gemelli Parinacota e Pomaire.

5° GIORNO - PUTRE > SURIRE > ISLUGA > COLCHANE
(pensione completa)
Il Salar de Surire è affascinante e ospita tre diversi tipi di fenicotteri. Possibilità di fare il bagno nelle Terme di Polloquere in uno scenario che lascia senza fiato. Si attraversa il Parco Nazionale Volcan Isluga per arrivare a Colchane (3.800 m.).

6° GIORNO - COLCHANE > PISIGA > TAHUA
(pensione completa)
L’emozione della frontiera: si va in Bolivia. Nel Salar de Coipasa c’è un’enorme isola centrale e un arcipelago di piccole isole di terra e pietra. Sosta alla chiesa di Punta Arenas, una delle più belle dell’altopiano, ed al Salar de Uyuni presso il villaggio di Llica.

7° GIORNO - TAHUA > SAN PEDRO DE QUEMEZ
(pensione completa)
Arrivano in pochi fin qui, a osservare questo panorama che sale verso la fortezza di Pucara, un angolo del Salar di incomparabile bellezza. Visita dell’isola Incahuasi, situata al centro del Gran Salar, roccia vulcanica e cactus giganti, e dalla cui cima si gode di una straordinaria vista della bianca, infinita distesa di sale. Proseguimento verso la sponda sud del Salar, attraverso la baia del Mala Mala, verso la Cueva Galaxia, una grotta che presenta una strana conformazione geologica subacquea.

8° GIORNO - SAN PEDRO DE QUEMEZ > OJOS DE PERDIZ
(pensione completa)
Il cuore dell’altopiano andino: il villaggio di San Pedro de Quemes e poi il viaggio a ridosso della frontiera cilena, ad un’altitudine che è sempre intorno ai 4 mila metri. Si passa accanto a lagune di altura, come la Cañapa, spesso popolata da fenicotteri, la Hedionda, dai colori irreali dovuti ai minerali disciolti nelle sue acque, la Honda, la Ramaditas, ognuna diversa dall’altra, tutte bellissime.

9° GIORNO - OJOS DE PERDIZ > HITO CAJON > SAN PEDRO DE ATACAMA
(colazione e pranzo)
Una collezione di meraviglie naturali. L’Arbol de Piedra, formazione rocciosa che sembra un albero in mezzo al deserto. La laguna Colorada, la più famosa di tutte, di un rosso intenso e popolata da grandissime colonie di fenicotteri. I geyser di Sol de Mañana, dove la terra ribolle nelle grandi pozze di fango di diverse colorazioni. Il deserto di Chalviri, scenario che unisce l’ocra del deserto ed il bianco del borace. La Valle de las Damas del Deserto, meraviglioso risultato dell’erosione di acqua e vento nei millenni. Nuovo passaggio di frontiera a Hito Cajon: si va a San Pedro de Atacama.

10° GIORNO - SAN PEDRO DE ATACAMA
(colazione e pranzo)
Il museo di Padre Gustavo La Paige ha un’importante collezione antropologica della cultura Atacameña: subito dopo visita alla fortezza indigena di Quitor, dove vissero i primi pastori di questa civiltà. Tramonto alle Valle della Luna, con il sole che scende su grandi dune di sabbia color ocra.

11° GIORNO - SAN PEDRO DE ATACAMA
(colazione)
Bombe d’acqua calda sparate a metri d’altezza. Uno straordinario show della natura che, chissà perché, va in scena la mattina presto. Sveglia all’alba per raggiungere i Geiser del Tatio, a 4.300 metri di altezza, il più alto ma anche il più spettacolare campo geyser del mondo.

12° GIORNO - SAN PEDRO DE ATACAMA > CALAMA > SANTIAGO
(colazione e cena)
Ultima notte a Santiago. A voler provare un piatto tipico, si può osare con il “curanto”, stufato di pesce, frutti di mare, pollo, maiale, agnello, manzo e patate, nasce come piatto povero, un mettere insieme gli avanzi, ma è davvero buono. Per gli appassionati della notte, Santiago ha una sua apprezzabile vivacità.

13° GIORNO - SANTIAGO > ITALIA
(colazione)
Comincia il viaggio di rientro.

14° GIORNO - ITALIA
Bentornati a casa.


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ISOLA DI PASQUA
Enigmatica, selvaggia, fuori dal mondo. E con il mistero apparente del nome, che però è davvero di semplice spiegazione. L’isola venne scoperta dal comandante olandese Jacobn Roggeven nella domenica di Pasqua del 1722.
Poca fantasia ma scelta molto affascinante. In lingua nativa Rapa Nui significa grande rapa e si trova nell’Oceano Pacifico a 3.600 miglia ad ovest delle coste del Cile. Il territorio dell’isola, appena 117 chilometri quadrati, si compone di tre vulcani, Poike, Rano Kau e Terevaka, ed è uno dei luoghi più isolati del mondo tanto che i primi abitanti svilupparono una propria cultura differente da qualsiasi altra e il loro sistema di scrittura ideografico, ad esempio, non ha alcun punto di contatto con altri. E al contrario di quello che si potrebbe pensare in base alla posizione geografica, sono stati i polinesiani a colonizzare questa isola e non i sudamericani, anche se erano più vicini. Gli antichi abitanti coltivavano l’arte della scultura e la prova sono le oltre 600 colossali statue di pietra presenti nell’isola, i moai, teste giganti che raggiungono un’altezza di oltre 12 metri e pesano 80 tonnellate ciascuno. Molti dubbi sono stati espressi sull’origine di queste statue, che sono oggi il vero simbolo dell’Isola. C’è chi ha sostenuto che le antiche popolazioni non avrebbe potuto in alcun modo realizzare opere così grandi e c’è stato perfino chi ha sostenuto che non fossero opera umana ma di qualche civiltà aliena, perché le caratteristiche dei volti raffigurati non assomigliavano a nessuna popolazione terrestre. In realtà un attento esame fa emergere notevoli somiglianze con le caratteristiche somatiche degli abitanti dell’isola.

Partenze giornaliere
TUTTO CILE 1
Santiago > San Pedro De Atacama > Puerto Varas > Puerto Natales
Cavalli bianchi che galoppano in libertà intorno alle acque turchesi dello Stretto dell’Ultima Speranza. E’ la Patagonia di Puerto Natales.

Partenze a date fisse. Maggio-Agosto partenze giornaliere. Guida in italiano/spagnolo
TUTTO CILE 1
Santiago > San Pedro De Atacama > Puerto Varas > Puerto Natales
Cavalli bianchi che galoppano in libertà intorno alle acque turchesi dello Stretto dell’Ultima Speranza. E’ la Patagonia di Puerto Natales.

Partenze a date fisse. Maggio-Agosto partenze giornaliere. Guida in italiano/spagnolo

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